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Associazione Recupero e Salvaguardia Archivi Storici

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Nel paesaggio italiano i campanili caratterizzano da sempre il territorio, individuano le comunità che lo abitano e ne evidenziano le radici cristiane.
Li abbiamo scelti come simboli dell'unità base della organizzazione ecclesiastica della Diocesi di Vicenza e cioè le parrocchie.

 

 

Evidenza

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La grande guerra, classe 1898: i dati raccontano

... e daranno forma e materia ai ragazzi di quegli anni.

Eventi

Realizzato con il contributo del Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Vicenza

a cura di Rinaldo Loris Bressan

Quanti sono i militari Vicentini chiamati nella "Grande Guerra"?

La provincia di Vicenza fornisce in media poco più di 3.000 abili all'anno nelle classi 1874-1893 e più di 4.700 nelle classi 1894-1899.

Prospetto "Abili - Liste di Leva 1873-1899" per Comune di residenza al momento della visita militare.

Abili 1873-1899

1.329 sono i luoghi di nascita dei 127.002 coscritti.

Luogo 1873-1899

 

 

Categorie dei Coscritti di Leva (testo di Gianfranco Alban)

L’esercito italiano, dal secolo prima fino all’entrata in guerra, era suddiviso in tre categorie nette: l’Esercito Permanente (cioè gli ufficiali e i soldati in ferma breve o lunga oppure sotto leva, dai 20 ai 28 anni), la Milizia Mobile (tutti gli abili già passati di leva dai 29 ai 32 anni tenuti in riserva ma, in tempo di Pace, richiamati periodicamente in caserma per alcuni giorni di addestramento; e quelli dai 20 fino ai 28 non idonei al servizio di leva, cioè di II° o III° categoria) e la Milizia Territoriale (uomini dai 33 ai 39 anni, con compiti di terza linea in caso di mobilitazione e in tempo di Pace non più sottoposti ad addestramenti). Dopo compimento del ventesimo anno d’età il coscritto doveva presentarsi a visita di leva presso il proprio Distretto Militare: se era abile di I° categoria veniva arruolato nell E.P. (ed inviato in caserma ad addestrarsi), se era di II° o III° passava in riserva nella M.M. e tornava a casa. I rivedibili dovevano invece ripresentarsi a visita l’anno successivo mentre i riformati erano esentati completamente dal servizio; era il caso di uomini alti meno di 154 cm, oppure invalidi per menomazioni gravi o malattie croniche invalidanti.

All’inizio del 1915 gli uomini della classe del ’94 che stavano già prestando servizio militare si videro rinviare a tempo indeterminato il congedo e la classe 1895 fu chiamata tutta a visita di leva anticipatamente. Subito dopo cominciò il sistematico richiamo alle armi degli uomini in congedo illimitato tramite una cartolina-precetto, prime tra tutte le classi 1889, 1890, 1891, 1892, 1893, (solo però quelli che a loro tempo erano stati giudicati di I° categoria ed arruolati nell’E.P.); poi quelle dal 1888 al 1886, destinati alcuni all’E.P. e alcuni alla M.M., a seconda del Corpo di appartenenza. Dal maggio 1915 scattò poi l’ordine di Mobilitazione Generale, e tutti gli uomini, anche quelli che a loro tempo vennero esonerati dalla leva, dovettero ripresentarsi a visita militare, e lo seppero non più tramite la cartolina-precetto, ma leggendo i grandi manifesti che vennero appesi ovunque riportando modalità e tempi per la presentazione in caserma. Dovettero così presentarsi tutte le altre classi, fino a quella del 1874: da destinare alla Milizia Mobile (dal 1882 al 1885) e alla Milizia Territoriale, che arruolò nei suoi ranghi gli uomini dalla classe 1881 alla cl. 1874, cedendo però i più validi e robusti alla M.M.

Nella foga di costruire un esercito il più numeroso possibile i medici militari arruolarono utilizzando criteri insensati, sordomuti, balbuzienti gravi, minorenni presentatisi con generalità false, tisici, alcolizzati, ritardati mentali; le visite furono pura formalità e centinaia furono i casi di soldati fatti abili e poi rimandati indietro una volta arrivati in reparto dal loro comandante perché neppure autosufficienti. In tempo di Pace le brigate di fanteria erano formate da soldati provenienti da 5 o anche 6 Distretti Militari diversi, perciò da varie regioni italiane, ma dal 1915 divennero sempre più “regionali”: per non creare disagi e inutili traffici via ferrovia, i reggimenti prendevano al loro interno solo gli uomini arruolati dai Distretti Militari limitrofi alla città sede della caserma reggimentale.